La nuova governance mondiale targata OMS

Per la prima volta nella storia della globalizzazione, tutti i Paesi, persino la recalcitrante Inghilterra fresca di Brexit e gli Stati Uniti patria della fervente economia di mercato, dove gli affari e i consumi non si fermano mai, sono in lockdown. L’economia mondiale è ferma, in quarantena, crollano i consumi, le produzioni e l’intera popolazione mondiale, fatta eccezione per alcuni Paesi del Terzo Mondo (e la Russia) che sembrano per ora i meno colpiti, ha abdicato al proprio stile di

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Galbraith, Keynes e il mito di Re Mida

Nella sua opera Breve storia dell’euforia finanziaria, l’economista statunitense John K. Galbraith analizza i maggiori crack finanziari della storia e rileva come i fenomeni speculativi si verifichino a intervalli più o meno regolari, con premesse e risultati pressoché identici. Essi si presentano come il frutto dell’avidità e della stupidità umana, i cui effetti sono bruschi arresti della vita economica e impoverimento generalizzato. L’iter è il seguente: dapprima si individua una novità sulla quale focalizzare l’interesse del pubblico –i tulipani, l’oro

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Neoliberismo e disuguaglianza

Il problema dell’economia mondiale non è la scarsità delle risorse, ma la mancata redistribuzione. Il grafico indica chiaramente come, nel periodo postbellico, l’applicazione di politiche keynesiane abbia portato  a un incremento sostanziale del reddito del 99% della popolazione mondiale. A partire dalla crisi del 1973, con la caduta del Keynesismo e il definitivo affermarsi delle politiche di tipo neoliberista si assiste a un’impennata del reddito medio dell’1% più ricco a scapito del resto della popolazione.  Con l’avvento del finanzcapitalismo, ossia

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L’economia dopo il coronavirus

Il modello socio-economico globale sta per cambiare per sempre, ma non in meglio. Milioni di nuovi disoccupati, lavori che spariranno per sempre, uno stato liberticida di sorveglianza perenne e la rinuncia alla socialità, elemento fondante della comunità umana: è la shut-in economy. L’Italia poi, stretta nella morsa del vincolo neoliberista del debito, che non verrà abbandonato, e già prossima alla recessione, sarà il Paese che pagherà il prezzo più alto. La mia intervista a Franco Fracassi.    

Unione Europea divisa ed egoista

Riporto la mia intervista a Gabriele Rezza per la rivista La Critica Le misure attuate per contenere l’epidemia hanno avuto l’effetto di danneggiare sempre i soliti: autonomi, lavoratori stagionali, piccole imprese del turismo e dello spettacolo, per dirne alcune. Quanto e come saranno toccate anche le altre categorie? “In realtà l’emergenza coronavirus in corso non si sta abbattendo solo sulle categorie più fragili, ma è come un ciclone che sta sradicando l’intera economia reale del Paese. Sicuramente le prime vittime

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Stiglitz e l’euro

A volte affermare l’ovvio per confutare l’assurdo non basta, così occorre farsi scudo di personaggi illustri, la cui autorevolezza viene universalmente riconosciuta. E’ quello che farò in questo sintetico pezzo, citando l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz. In verità egli non amerebbe prestare il fianco alla “causa sovranista”: il suo credo democratico e progressista è così radicato che, di fronte alle assurdità delle politiche di austerity sposate dalle UE -da lui denunciate più volte e senza mezzi termini- preferisce pensare che

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