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Nulla tornerà come prima. Dimentichiamoci il mondo come lo avevamo conosciuto prima del febbraio 2020. È il Grande Reset, un piano preciso, ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali, filantropi, organizzazioni non governative e mega-aziende private collaborano apertamente già da tempo. Sarà il tema del prossimo Forum di Davos, il consesso annuale dove si riuniscono i grandi della terra per decidere su questioni che riguardano la governance mondiale. La crisi del coronavirus ha offerto un’occasione unica per la sua realizzazione.

L’Economia ha abbandonato il suo connotato sociale per indossare la veste di scienza esatta e infallibile, come la matematica. Ma la realtà dimostra che non è così: le previsioni economiche vengono puntualmente smentite dai fatti e sempre più spesso economisti e organizzazioni internazionali sono costretti a rivedere le proprie affermazioni. Uno specifico modello economico, fallace e basato su miti infondati, viene imposto come universale e guida le scelte politiche che investono la vita dei cittadini e il futuro dei Paesi.

Il libro ripercorre la storia economica postcoloniale, passando per la crisi del debito dei paesi del Terzo Mondo, l’omicidio del rivoluzionario africano Thomas Sankara e l’applicazione di politiche orientato al libero scambio, alle liberalizzazioni e alle misure di austerity. Una storia poco conosciuta, legata a doppio filo al futuro dell’Europa e alla progressiva conquista del continente africano da parte della Cina.
E’ il nuovo colonialismo globale, che per imporre il proprio dominio ha smesso di far leva sul capitale e sul lavoro e usa lo strumento del debito, nel Terzo Mondo come nel Primo.

Il libro introduce la storia della psicologia delle folle, partendo dall’opera imprescindibile di Le Bon, studiata e amata dai grandi dittatori del Novecento, e di Bernays, nipote di Freud e inventore dell’ingegneria del consenso, fino allo sviluppo del capitalismo consumistico. Poste le premesse sociologiche e storico-culturali, viene analizzato lo sviluppo del pensiero liberista prima e neoliberista poi, inteso come una degenerazione del primo, attraverso il pensiero di Von Hayek e Milton Friedman, fino ad arrivare ai giorni nostri.

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