Il neoliberismo in un grafico

Esattamente dopo la caduta del keynesismo (1973) e l’affermarsi incontrastato del neoliberismo, si arresta la crescita del reddito del 99% della popolazione più povera e inizia l’inarrestabile crescita dell’1% più ricco. Fino ad arrivare al paradosso di oggi, per cui otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale.  È questa l’essenza del modello economico neoliberista, oggi applicato su scala universale e incontestato, ritenuto la migliore e l’unica alternativa possibile, secondo la logica teocratica del TINA (there is no

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VIRUS ECONOMY

“Soltanto una crisi – reale o percepita- produce vero cambiamento… il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile”: è la celebre affermazione di Milton Friedman che racchiude la logica della shock therapy,  al cuore della politiche di intervento neoliberiste. Ci sono cambiamenti così radicali e destabilizzanti che per essere imposti alla società, senza che questa opponga resistenza, devono essere introdotti con immediatezza e tempestività: una situazione di forte crisi e disagio da parte della popolazione rappresenta la soluzione ideale perché vengano accettati.

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Il primo 11 settembre: il golpe cileno contro Salvator Allende

Come da venti anni a questa parte, oggi, 11 settembre 2020, commemoriamo tutti le innocenti vittime della sciagura delle Torri Gemelle. Ma qui vogliamo ricordare un altro anniversario, quello designato dal filosofo Noam Chomsky come “il primo 11 settembre”: il sanguinoso golpe di Pinochet in Cile, avvenuto nel 1973. Attraverso un colpo di Stato architettato dagli USA per mano della CIA, come verrà confermato da documenti successivamente desegretati, venne destituito il presidente democraticamente eletto Salvador Allende e fu instaurata una

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L’austerity accorcia la vita!

È evidente come tagliare la spesa pubblica mini il ruolo primario dello Stato di proteggere le fasce più deboli e svantaggiate dalle distorsioni del libero mercato. Durante un periodo di crisi, quale quello che da troppo tempo stiamo vivendo, la perdita di lavoro e lo stato di disoccupazione perenne non rappresentano solo problemi di ordine economico e sociale, ma si ripercuotono sullo stato di salute dei cittadini, che saranno costretti a rinunciare alle cure. Il grafico evidenzia il legame diretto

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Neoliberismo e disuguaglianza

Il problema dell’economia mondiale non è la scarsità delle risorse, ma la mancata redistribuzione. Il grafico indica chiaramente come, nel periodo postbellico, l’applicazione di politiche keynesiane abbia portato  a un incremento sostanziale del reddito del 99% della popolazione mondiale. A partire dalla crisi del 1973, con la caduta del Keynesismo e il definitivo affermarsi delle politiche di tipo neoliberista si assiste a un’impennata del reddito medio dell’1% più ricco a scapito del resto della popolazione.  Con l’avvento del finanzcapitalismo, ossia

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Grecia: l’austerity che uccide

Di fronte alla possibilità di accedere al Mes per l’Italia, ricordiamo cosa è successo in Grecia e riflettiamo sulla relazione tra stato di salute dei cittadini e dell’economia di un Paese. Il vero pericolo per lo stato di salute di un Paese e dei suoi cittadini non è rappresentato tanto da una crisi economica ma dalla risposta che a tale evento dà la politica. Non è la recessione in sé a provocare effetti disastrosi sulle vite umane, ma le sciagurate politiche

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