I Guardiani del regime

Come in ogni dittatura che si rispetti, la censura dei nuovi organi di informazione non fa sconti ed è sempre più intransigente. Dopo aver raccontato in alcuni post la mia esperienza col famigerato virus, eccomi di nuovo bloccata da Zuckerberg, il miliardario cui è consentito esercitare un monopolio di fatto sul mondo dei social (è proprietario anche di Instagram e Whats app, detenendo l’80% dei dati dei social media) a patto però di essere al servizio del potere. Già perché

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Filantrocapitalismo e politica del terrore

Ci sono predisposizioni dell’animo ambigue, in cui è difficile distinguere tra intenti dichiarati, a se stessi e al mondo esterno, e reali motivazioni all’agire, spinte pulsionali che travestono di buoni propositi la realizzazione dei desideri più biechi. In questo ambito di analisi rientra senz’altro la questione della cosiddetta filantropia, etimologicamente “amore per l’uomo”, che con la crisi pandemica e l’attuazione del piano del Grande Reset assume un ruolo di primissimo piano all’interno del nuovo discorso dominante. Il patto siglato a

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Il neoliberismo in un grafico

Esattamente dopo la caduta del keynesismo (1973) e l’affermarsi incontrastato del neoliberismo, si arresta la crescita del reddito del 99% della popolazione più povera e inizia l’inarrestabile crescita dell’1% più ricco. Fino ad arrivare al paradosso di oggi, per cui otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale.  È questa l’essenza del modello economico neoliberista, oggi applicato su scala universale e incontestato, ritenuto la migliore e l’unica alternativa possibile, secondo la logica teocratica del TINA (there is no

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VIRUS ECONOMY

“Soltanto una crisi – reale o percepita- produce vero cambiamento… il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile”: è la celebre affermazione di Milton Friedman che racchiude la logica della shock therapy,  al cuore della politiche di intervento neoliberiste. Ci sono cambiamenti così radicali e destabilizzanti che per essere imposti alla società, senza che questa opponga resistenza, devono essere introdotti con immediatezza e tempestività: una situazione di forte crisi e disagio da parte della popolazione rappresenta la soluzione ideale perché vengano accettati.

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Il primo 11 settembre: il golpe cileno contro Salvator Allende

Come da venti anni a questa parte, oggi, 11 settembre 2020, commemoriamo tutti le innocenti vittime della sciagura delle Torri Gemelle. Ma qui vogliamo ricordare un altro anniversario, quello designato dal filosofo Noam Chomsky come “il primo 11 settembre”: il sanguinoso golpe di Pinochet in Cile, avvenuto nel 1973. Attraverso un colpo di Stato architettato dagli USA per mano della CIA, come verrà confermato da documenti successivamente desegretati, venne destituito il presidente democraticamente eletto Salvador Allende e fu instaurata una

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