Patto di Stabilità. Il ritorno dell’austerity

Raggiunto l’accordo sul Patto di Stabilità in UE, ma per l’Italia sembra il ritorno di un incubo, quello dell’ossessione costante sul debito pubblico e sullo spread, con misure recessive di austerity imposte come falsa soluzione, mentre non fanno altro che peggiorare la situazione (ricordiamo che il debito pubblico è misurato in rapporto al Pil, dunque aumenta se quest’ultimo diminuisce). Dopo il periodo di allentamento del rigore e della vigilanza dell’UE durante la pandemia, si torna alla vecchia narrazione socio-economica, che

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Le trappole della comunicazione. Bias cognitivi e camere d’eco

Nell’era dell’iperinformazione, avviata con lo sviluppo della rete e amplificata dall’utilizzo dei social media, abbiamo accesso a una quantità di notizie pressoché sconfinata. Come reagisce il nostro cervello a questo flusso continuo di stimoli? Per dare una risposta a un quesito così complesso ci viene in aiuto una nuova, o meglio giovane, branca della scienza economica, l’economia comportamentale, che integra la teoria economica con le conoscenze della ricerca psicologica. Personaggio centrale nello sviluppo di tale disciplina è lo psicologo Daniel

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Oltre il PIL

Sta per compiere novant’anni e i segni del tempo si vedono tutti. È il PIL, il prodotto interno lordo, quell’indicatore universale in grado di orientare la nostra percezione sulla ricchezza e il potere dei paesi di tutto il mondo, tanto che ci viene spontaneo metterli in ordine e farne una classifica in base ad esso. A proporre questo parametro era stato nel 1934 l’economista americano Simon Kuznets al congresso degli Stati Uniti per monitorare lo stato di salute del paese nel periodo tra le due guerre. Certo, il

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Finanzcapitalismo: dall’economia reale alla speculazione finanziaria

“Di tutti i modi per organizzare l’attività bancaria, il peggiore è quello che abbiamo oggi” (Sir Mervyn King, ex governatore Banca d’Inghilterra) Una delle trasformazioni più inumane del sistema capitalistico industriale, fondato originariamente sull’industria manifatturiera e più in generale di produzione, è quella in capitalismo finanziario, in cui il potere è concentrato in pochi grandi istituti di credito. Le banche hanno cessato il loro ruolo di supporto e di credito allo sviluppo, preferendo investire in prodotti finanziari dai quali viene

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