Note sul Grande Reset

di Alessandro De Giuli,  in Liberiamolitalia, 27 Dicembre 2020 Il pregio probabilmente maggiore di questo libro di Ilaria Bifarini sta nel presentare, con un linguaggio semplice e ben scritto, tutti i temi salienti che si affacciano al dibattito di questi mesi segnati dalla crisi economica e dal covid. Il sottotitolo traccia il percorso: “dalla Pandemia alla nuova normalità” mentre l’incedere dei capitoli, sempre interessante, fornisce dati e informazioni ma soprattutto i punti di vista forti della discussione che si sta sviluppando

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La quarta rivoluzione economica travolgerà l’uomo?

Esistono delle innovazioni prodotte dall’uomo i cui effetti sul sistema socioeconomico sono così potenti da essere paragonate a onde d’urto dalla portata rivoluzionaria. Così è successo con la scoperta della macchina a vapore nell’800, con quella dell’elettricità che ha rivoluzionato il 900 e in ultimo il recente avvento di internet, cui ha assistito gran parte di noi, tranne i nativi digitali per i quali è l’unica realtà immaginabile. Ma se le grandi rivoluzioni economiche del passato sembravano rispettare una cadenza

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Il neoliberismo in un grafico

Esattamente dopo la caduta del keynesismo (1973) e l’affermarsi incontrastato del neoliberismo, si arresta la crescita del reddito del 99% della popolazione più povera e inizia l’inarrestabile crescita dell’1% più ricco. Fino ad arrivare al paradosso di oggi, per cui otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale.  È questa l’essenza del modello economico neoliberista, oggi applicato su scala universale e incontestato, ritenuto la migliore e l’unica alternativa possibile, secondo la logica teocratica del TINA (there is no

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Una visione economica post-keynesiana

Dott.ssa Ilaria Bifarini, Lei è autrice del libro Inganni economici. Falsi miti di una scienza sociale: in che modo l’economia moderna ha snaturato se stessa? L’Economia come disciplina accademica nasce in età recente, nel 18° secolo, fino ad allora era stata trattata insieme all’etica e alla politica, come costola della filosofia pratica. Lo stesso Adam Smith, riconosciuto quale padre della moderna economia, aveva una formazione di tipo filosofico. D’altronde non si può parlare di economia, intesa come scienza sociale che si occupa dell’uomo e del raggiungimento del

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Galbraith, Keynes e il mito di Re Mida

Nella sua opera Breve storia dell’euforia finanziaria, l’economista statunitense John K. Galbraith analizza i maggiori crack finanziari della storia e rileva come i fenomeni speculativi si verifichino a intervalli più o meno regolari, con premesse e risultati pressoché identici. Essi si presentano come il frutto dell’avidità e della stupidità umana, i cui effetti sono bruschi arresti della vita economica e impoverimento generalizzato. L’iter è il seguente: dapprima si individua una novità sulla quale focalizzare l’interesse del pubblico –i tulipani, l’oro

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Neoliberismo e disuguaglianza

Il problema dell’economia mondiale non è la scarsità delle risorse, ma la mancata redistribuzione. Il grafico indica chiaramente come, nel periodo postbellico, l’applicazione di politiche keynesiane abbia portato  a un incremento sostanziale del reddito del 99% della popolazione mondiale. A partire dalla crisi del 1973, con la caduta del Keynesismo e il definitivo affermarsi delle politiche di tipo neoliberista si assiste a un’impennata del reddito medio dell’1% più ricco a scapito del resto della popolazione.  Con l’avvento del finanzcapitalismo, ossia

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