Neoliberismo e disuguaglianza

Il problema dell’economia mondiale non è la scarsità delle risorse, ma la mancata redistribuzione. Il grafico indica chiaramente come, nel periodo postbellico, l’applicazione di politiche keynesiane abbia portato  a un incremento sostanziale del reddito del 99% della popolazione mondiale. A partire dalla crisi del 1973, con la caduta del Keynesismo e il definitivo affermarsi delle politiche di tipo neoliberista si assiste a un’impennata del reddito medio dell’1% più ricco a scapito del resto della popolazione.  Con l’avvento del finanzcapitalismo, ossia

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Una nuova scienza economica

Riporto qui la mia intervista alla rivista Letture.org del 9 gennaio Dott.ssa Ilaria Bifarini, Lei è autrice del libro Inganni economici. Falsi miti di una scienza sociale: in che modo l’economia moderna ha snaturato se stessa?L’Economia come disciplina accademica nasce in età recente, nel 18° secolo, fino ad allora era stata trattata insieme all’etica e alla politica, come costola della filosofia pratica. Lo stesso Adam Smith, riconosciuto quale padre della moderna economia, aveva una formazione di tipo filosofico. D’altronde non si può parlare di economia, intesa come

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Galbraith, Keynes e il mito di Re Mida

Nella sua opera Breve storia dell’euforia finanziaria, l’economista statunitense John K. Galbraith analizza i maggiori crack finanziari della storia e rileva come i fenomeni speculativi si verifichino a intervalli più o meno regolari, con premesse e risultati pressoché identici. Essi si presentano come il frutto dell’avidità e della stupidità umana, i cui effetti sono bruschi arresti della vita economica e impoverimento generalizzato. L’iter è il seguente: dapprima si individua una novità sulla quale focalizzare l’interesse del pubblico –i tulipani, l’oro

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Behavioral economics scenarios: evolution of the paradigm of rationality or revolution of the economic science?

 The connection with psychology is intrinsic in the economy and is inseparable from it, and has been kept since the time of the classical school. Adam Smith, who has been regarded as the founder of the theory of the invisible hand in relation to the market – and even misunderstood to a certain extent – wrote an essay on the psychological principles of individual behaviour (Theory of moral sentiments, 1759.) It is with the development of neoclassical economics that economists

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Marxista? No, piuttosto keynesiana

Tratto da: Dieci domande all’economista Ilaria Bifarini La mia intervista al Business Journal Liguria, a cura di Cordero Editore Qualcuno si è divertito a dipingerla come una “bocconiana pentita”. Ilaria Bifarini, nata a Rieti il primo aprile 1980, nel 1999 si è trasferita a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Un decennio di studi in economia e poi nel 2017 la pubblicazione del suo primo libro, “Neoliberismo e manipolazione di massa – Storia di una bocconiana redenta”. A distanza

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Il neoliberismo in un grafico

Esattamente dopo la caduta del keynesismo (1973) e l’affermarsi incontrastato del neoliberismo, si arresta la crescita del reddito del 99% della popolazione più povera e inizia l’inarrestabile crescita dell’1% più ricco. Fino ad arrivare al paradosso di oggi, per cui otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale.  È questa l’essenza del modello economico neoliberista, oggi applicato su scala universale e incontestato, ritenuto la migliore e l’unica alternativa possibile, secondo la logica teocratica del TINA (there is no

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