L’economia dopo il coronavirus

Il modello socio-economico globale sta per cambiare per sempre, ma non in meglio. Milioni di nuovi disoccupati, lavori che spariranno per sempre, uno stato liberticida di sorveglianza perenne e la rinuncia alla socialità, elemento fondante della comunità umana: è la shut-in economy. L’Italia poi, stretta nella morsa del vincolo neoliberista del debito, che non verrà abbandonato, e già prossima alla recessione, sarà il Paese che pagherà il prezzo più alto. La mia intervista a Franco Fracassi.    

Suicidi e violenze: boom da quarantena

Ha fatto scalpore il suicidio del ministro delle Finanze tedesco dell’Assia, Thomas Schäfer, che a soli 54 anni si è tolto la vita gettandosi sotto a un treno ad alta velocità, disperato per l’impatto economico del coronavirus. Sposato con due figli, ministro di uno dei Land più ricchi in Germania, 6,5 milioni di abitanti e sede di Francoforte, era dato favorito per la carica di presidente, ma non ha retto al carico eccessivo di stress. Un gesto estremo, straziante, mosso

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Ecco cosa sta per succedere all’Italia

La mia intervista al giornale OltreTv, di Pietro Di Martino sugli effetti economici dell’emergenza coronavirus. Quali sono i lavoratori che in Italia accuseranno di più la crisi economica che ci sta per investire? Chi ha più possibilità di salvarsi? Chi riuscirà a guadagnarci? “Siamo di fronte a una crisi economica senza precedenti nella storia moderna. Credo che sia addirittura peggiore di una guerra, cui è stata paragonata. Durante i conflitti mondiali, infatti, esisteva comunque un’industria bellica a fare da traino. Oggi è

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Coronavirus, le falle dello “Stato di polizia anti-virale”

Condivido questo articolo dal sito AtlanticoQuotidiano del 16 marzo, che offre un’analisi lucida e ben articolata sulla strategia messa in atto in Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus e le alternative possibili.  Le falle dello “Stato di polizia anti-virale” in Italia e l’alternativa britannica   Di fronte all’emergenza coronavirus i vari Paesi europei stanno mettendo a punto, in questi giorni, la loro risposta. L’Italia ha avuto la sfortuna di essere l’apripista del contagio; gli altri Paesi hanno avuto l’opportunità di osservare

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