Behavioral economics scenarios: evolution of the paradigm of rationality or revolution of the economic science?

 The connection with psychology is intrinsic in the economy and is inseparable from it, and has been kept since the time of the classical school. Adam Smith, who has been regarded as the founder of the theory of the invisible hand in relation to the market – and even misunderstood to a certain extent – wrote an essay on the psychological principles of individual behaviour (Theory of moral sentiments, 1759.) It is with the development of neoclassical economics that economists

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Thomas Sankara: l’eroe che pagò con la vita lo smascheramento del debito

Sono passati 32 anni da quando il presidente del Burkina Faso, ribattezzato il “Che Guevara africano”, venne ucciso, secondo la ricostruzione ufficiale dal suo ex collaboratore nonché successore Blaise Campaorè, verosimilmente appoggiato dai francesi e da altre forze internazionali. Thomas Sankara era divenuto un personaggio scomodo, troppo scomodo, per il piano egemonico mondiale messo in atto dai poteri finanziari internazionali attraverso lo strumento del debito. Il suo discorso  tenuto  presso l’OUA (Organizzazione per l’Unità Africana), di una forza e di

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Bias cognitivi e camere d’eco: la trappola dei social

Nell’era dell’iperinformazione, avviata con lo sviluppo della rete e accentuata dall’utilizzo dei social media, abbiamo accesso a una quantità di notizie pressoché sconfinata. Come reagisce il nostro cervello a questo flusso continuo di stimoli? Per dare una risposta a un quesito così complesso ci viene in aiuto una nuova, o meglio giovane, branca della scienza economica, l’economia comportamentale, che integra la teoria economica con le conoscenze della ricerca psicologica. Personaggio centrale nello sviluppo di tale disciplina è lo psicologo Daniel

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Finanzcapitalismo: dall’economia reale alla speculazione finanziaria

“Di tutti i modi per organizzare l’attività bancaria, il peggiore è quello che abbiamo oggi” (Sir Mervyn King, ex governatore Banca d’Inghilterra) Una delle trasformazioni più inumane del sistema capitalistico industriale, fondato originariamente sull’industria manifatturiera e più in generale di produzione, è quella in capitalismo finanziario, in cui il potere è concentrato in pochi grandi istituti di credito. Le banche hanno cessato il loro ruolo di supporto e di credito allo sviluppo, preferendo investire in prodotti finanziari dai quali viene

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Possiamo davvero fidarci del PIL?

Ha compiuto 85 anni e i segni del tempo si vedono tutti. È il PIL, il prodotto interno lordo, quell’indicatore universale in grado di orientare la nostra percezione sulla ricchezza e il potere dei paesi di tutto il mondo, tanto dametterli in ordine e farne una classifica mentale. A proporlo era stato nel 1934 l’economista americano Simon Kuznets al congresso degli Stati Uniti per monitorare lo stato di salute del paese. Certo, il suo fondatore non si sarebbe aspettato un tale e imperituro successo, visto che aveva subito  messo

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Austerity espansiva? Una bufala!

“Sempre e dovunque nel mondo, il rigore ha avuto gli effetti controproducenti osservati in Europa: quanto più severa è l’austerità tanto maggiore è la contrazione economica. Resta un mistero capire perché la Troika abbia potuto pensare che questa volta, in Europa, le cose sarebbero andate diversamente.” Ad affermarlo è Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, e con lui una schiera di autorevoli economisti di fama internazionale. Eppure in Europa si continua a proporre la ricetta dell’austerità quale strumento per risanare

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