Un primo maggio senza lavoro

La mia intervista di oggi a Marta Moriconi per LoSpecialeGiornale Il blocco delle attività produttive se da un lato sembra aver contribuito a contenere la diffusione del coronavirus, dall’altro sta mettendo a dura prova la resistenza del sistema Paese. ​Il lockdown costerebbe all’Italia 47 miliardi al mese (il 3,1% del Pil italiano) secondo la stima dello Svimez, che ha anche parlato di “uno shock esogeno senza precedenti per il Nord e per il Sud”. Lo Speciale ha intervistato Ilaria Bifarini,economista

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Petizione a Giuseppe Conte per la fine della quarantena

Insieme all’avvocato Marco Mori ho lanciato questa petizione rivolta al PdC per mettere fine a questo stato di restrizioni liberticide che stanno distruggendo l’economia e privando i giovani di ogni speranza sul futuro. Questo è il link con la proposta, firmatela e contribuite a dar voce alle istanze di democrazia: BASTA QUARANTENA

Di cosa si muore nel mondo? Ecco i numeri

In un momento storico in cui l’opinione pubblica rivolge tutta la propria attenzione sulle statistiche relative ai decessi giornalieri può essere di beneficio riportare alcuni dati sulle principali cause di mortalità del nostro pianeta. Il fattore principale di mortalità a livello globale è, infatti, rappresentato dalle malattie cardiovascolari – quasi 18 milioni – seguita dai tumori (oltre 9,5 milioni), dai disturbi respiratori e dalle infezioni delle basse vie respiratorie (in totale circa 6,5 milioni). A oggi i decessi con o

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La nuova governance mondiale targata OMS

Per la prima volta nella storia della globalizzazione, tutti i Paesi, persino la recalcitrante Inghilterra fresca di Brexit e gli Stati Uniti patria della fervente economia di mercato, dove gli affari e i consumi non si fermano mai, sono in lockdown. L’economia mondiale è ferma, in quarantena, crollano i consumi, le produzioni e l’intera popolazione mondiale, fatta eccezione per alcuni Paesi del Terzo Mondo (e la Russia) che sembrano per ora i meno colpiti, ha abdicato al proprio stile di

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L’economia dopo il coronavirus

Il modello socio-economico globale sta per cambiare per sempre, ma non in meglio. Milioni di nuovi disoccupati, lavori che spariranno per sempre, uno stato liberticida di sorveglianza perenne e la rinuncia alla socialità, elemento fondante della comunità umana: è la shut-in economy. L’Italia poi, stretta nella morsa del vincolo neoliberista del debito, che non verrà abbandonato, e già prossima alla recessione, sarà il Paese che pagherà il prezzo più alto. La mia intervista a Franco Fracassi.    

Unione Europea divisa ed egoista

Riporto la mia intervista a Gabriele Rezza per la rivista La Critica Le misure attuate per contenere l’epidemia hanno avuto l’effetto di danneggiare sempre i soliti: autonomi, lavoratori stagionali, piccole imprese del turismo e dello spettacolo, per dirne alcune. Quanto e come saranno toccate anche le altre categorie? “In realtà l’emergenza coronavirus in corso non si sta abbattendo solo sulle categorie più fragili, ma è come un ciclone che sta sradicando l’intera economia reale del Paese. Sicuramente le prime vittime

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