“Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un’ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa pensare alla trinità”. “Qualche anno dopo ho lasciato il ministero delle Finanze per lavorare nel settore privato. Immaginavo che ci …
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Dell’ideologia neoliberista è stato detto molto, ma in un modo così confuso e impreciso che non è possibile identificarla e perciò farne un nemico da affrontare, come essa fece col comunismo e col keynesismo. La sua essenza è ben concentrata in una frase dell’economista francese del Novecento, Francois Perroux[1]: “Il futuro garantirà la supremazia alla nazione o alle nazioni che imporranno la povertà che genera super profitti e quindi accumulo”. Questa dichiarazione trova piena espressione nei perversi meccanismi sui quali …
Dove sono finiti i miliardi di aiuti umanitari ai paesi Africani? Perché dopo la fine degli imperi coloniali non si è avviato un modello di sviluppo e di crescita? Cosa spinge gli attuali flussi migratori di massa provenienti dall’Africa subsahariana? A queste e altre domande risponde “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”, il mio nuovo libro con prefazione di Giulietto Chiesa, esaminando le cause del mancato sviluppo del continente africano. Il saggio ripercorre la storia economica postcoloniale, passando …
La pubblicità mira a suscitare, a provocare, a essere il desiderio. Mette in scena un super-Io terrificante e duro, molto più spietato di qualsiasi legge o costume mai esistiti, che si incolla addosso e ripete senza tregua: “Devi desiderare. Devi essere desiderabile. Devi partecipare alla competizione, alla lotta, alla vita del mondo. Se ti fermi non esisti più”. La pubblicità è il pungolo che spinge i buoi o le pecore, li obbliga ad avanzare. Lampeggia e cambia senza tregua. E’ …
Per combattere una guerra bisogna innanzitutto identificare il nemico, studiare le sue strategie e analizzare su quali fronti risulti più vulnerabile. Affermazione scontata, direte voi, non serve certo leggere l’Arte della Guerra di Sun Tzu per capirlo! Ma la percezione cambia se spostiamo il campo di osservazione da quello bellico a quello ideologico. I grandi conflitti del XXI secolo hanno un carattere universale che sfugge alla logica dei blocchi contrapposti, sempre più difficili da identificare. Così avviene per le idee …





