Taccerebbero di razzismo persino Marx

Forse sarebbe il caso di rinfrescare le dottrine di Marx, perché troppi tra i suoi seguaci le hanno dimenticate. Lo spirito cannibalistico del neoliberismo ha fatto perdere ogni traccia della teoria del valore-lavoro, soprattutto in quella corrente politica o ideologica sedicente di sinistra. Ma la realtà, con la sua schiettezza, ci riporta alla necessità di riesumare un assioma inconfutabile dell’economista di Treviri: il capitalismo per funzionare ha bisogno di un vasto esercito di riserva di lavoratori disoccupati, in modo da

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I PROFUGHI? LI ABBIAMO CREATI NOI

Dopo il successo di Neoliberismo e manipolazione di massa. Storia di una bocconiana redenta (2017), Ilaria Bifarini torna in libreria con I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa (prefazione di Giulietto Chiesa, pubblicazione indipendente, 2018, 205 pagine, €11,80), continuando la sua lotta di tipo economico per smascherare il pensiero unico dominante volto a presentare il liberalismo economico come buon metodo per gestire l’economia. Nel nuovo libro la Bifarini analizza il caso del continente africano. La narrazione di comodo

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I COLONI DELL’AUSTERITY. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa.

Dove sono finiti i miliardi di aiuti umanitari ai paesi Africani? Perché dopo la fine degli imperi coloniali non si è avviato un modello di sviluppo e di crescita? Cosa spinge gli attuali flussi migratori di massa provenienti dall’Africa subsahariana?   A queste e altre domande risponde “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”, il mio nuovo libro con prefazione di Giulietto Chiesa, esaminando le cause del mancato sviluppo del continente africano. Il saggio ripercorre la storia economica postcoloniale, passando

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Addio Mugabe!

Prova a resistere il 93enne Robert Mugabe, il capo di Stato più anziano del mondo; ma per lui le ore sono contate. Ci sono voluti 37 anni di potere, che hanno trasformato lo Zimbabwe in un regime dittatoriale, perché la comunità internazionale si accorgesse dei suoi metodi per nulla democratici e delle sue manie da grande despota della storia (“solo Dio può destituirmi” è una sua celebre frase). Di umili origini, abbandonato all’età di 10 anni dal padre e cresciuto

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