Giovedì 19 marzo sarò a Venezia, presso la Sala Conferenze del Consiglio Regionale del Veneto, insieme al consigliere David Lovat per parlare del caso Epstein e dei legami col Grande Reset di Davos. Con lo scoppio della guerra in Iran lo scandalo del finanziere pedofilo e di tutta la vasta rete di plutocrati coinvolti è stato insabbiato, ma noi continueremo a parlarne: in esso si racchiude la logica e l’essenza del potere malato che domina l’Occidente.
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Vi ricordate Ida Auken, ex ministro dell’ambiente danese, scelta come giovane leader mondiale dal Forum di Davos, considerata una tra gli under 40 più promettenti in Europa? Per il Forum si è occupata di progettare l’urbanizzazione del futuro, col suo celebre saggio, nel quale racconta il mondo che i tecnoligarchi hanno progettato per l’umanità, prospettando come idilliaco uno scenario degno di un romanzo distopico, noto come “Non avrai nulla e sarai felice”. Per rinfrescarci la memoria lo riportiamo qui di …
Epstein incarna il vero volto del nostro sistema economico finanziario, basato sulla moneta a debito e sui sacrifici imposti alle popolazioni. In pratica un sistema usuraio – di cui lui era massimo esponente – che arricchisce la grande finanza a spese dei lavoratori e tiene in piedi il modello neoliberista, destinato altrimenti a implodere. Uno stralcio della mia intervista a Visione Tv.
Il caso Epstein rappresenta il più grande scandalo dell’epoca moderna, per lo spessore e l’impatto antropologico. L’omertà dei media mainstream, che sminuiscono o glissano sul caso senza informare l’opinione pubblica, è complice di tali efferatezze. Il mio intervento su Galt, insieme a Maddalena Loy e Francesco Borgonovo.
Pubblicato per la prima volta nel 1935, L’elogio dell’ozio del filosofo e matematico Bertrand Russel rimane un’opera straordinariamente attuale. La massima “l’etica del lavoro è l’etica degli schiavi e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi” racchiude tutte le contraddizioni della moderna organizzazione e ripartizione del lavoro. Lo sviluppo della tecnica e della digitalizzazione ci consentono ormai da tempo un alleggerimento dell’orario di lavoro ai fini produttivi, che consentirebbe al lavoratore di disporre di una quantità di tempo …
Dalla competizione alla cooperazione e dal Pil al benessere La società contemporanea, divisa tra individualismo consumista e globalizzazione anonima, sembra aver dimenticato le radici del vivere insieme. Questo libro, scritto a quattro mani col sociologo Fabrizio Fratus, propone un’alternativa concreta: un modello capace di riportare al centro famiglia, legami locali, solidarietà e responsabilità condivisa. Non è un’utopia, ma una via possibile che intreccia economia, cultura e spiritualità: dalla proprietà diffusa alle cooperative, dal mutualismo al rispetto dell’ambiente, fino al ruolo …





