Africa, neoliberismo e migrazioni di massa.

Ospiti del vice-presidente della Camera Fabio Rampelli, Ilaria Bifarini, Giulietto Chiesa e Enzo Pennetta, prendendo spunto dal libro “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”, discutono del modello economico neoliberista che è stato imposto all’Africa dopo la decolonizzazione, lo stesso che domina l’Europa a partire dagli anni 2000. Non si può discutere di accoglienza senza prima mettere in discussione il modello economico che ha devastato il continente africano e che ora sta distruggendo l’Unione Europea.

L’Impero globale del debito

  “Chi muove le trame del sistema economico mondiale generalmente non ha senso di appartenenza nazionale e d’identità culturale; si tratta di individui sradicati, il cui Paese di nascita spesso non coincide con quello di residenza e il cui identificativo si perde dietro codici di conti e partecipazioni cifrati. È il nuovo colonialismo, che per imporre il suo dominio ha smesso di far leva sul capitale e sul lavoro e usa lo strumento del debito”   (I Coloni dell’austerity)

Addio Mugabe!

Prova a resistere il 93enne Robert Mugabe, il capo di Stato più anziano del mondo; ma per lui le ore sono contate. Ci sono voluti 37 anni di potere, che hanno trasformato lo Zimbabwe in un regime dittatoriale, perché la comunità internazionale si accorgesse dei suoi metodi per nulla democratici e delle sue manie da grande despota della storia (“solo Dio può destituirmi” è una sua celebre frase). Di umili origini, abbandonato all’età di 10 anni dal padre e cresciuto

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