Un futuro distopico. La nuova normalità.

La video intervista con Matteo Gracis sul Grande Reset, la nuova normalità e gli scenari distopici aperti dalla dottrina transumanista, che prevedono un’ibridazione dell’essere umano con la macchina.

 

2 commenti On Un futuro distopico. La nuova normalità.

  • Complimenti! Veramente brava, anche se io non condivido pienamente l’idea che il Transumanesimo sia alla base dei destini negativi della nostra società. Credo che siamo già in regime parzialmente Transumanista e che, per non farsi assorbire, credo che basterà saper conoscere, controllare e governare questo processo. Prof Mario caruselli

  • “Smontare l’accusa di complottismo e negazionismo… Il grande reset è un progetto ufficiale… Non c’è nulla di cospirazionista….. E’ un piano alla luce del sole… Nulla tornerà come prima”. (Ilaria Bifarini).
    Grazie sempre a Ilaria Bifarini. Questi soli stralci dell’intervista fanno rabbrividire. Speriamo che, come scriveva Holderlin, “dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”. Ma ciò che salva dev’essere soprattutto la nostra consapevolezza. I poteri, per quanto grandi, non sono nulla se noi rifiutiamo di cedere loro potere. Con le armi della fede e della ragione dobbiamo sforzarci in un impegno di grande consapevolizzazione, grazie soprattutto a chi si sforza di aiutarci a farlo con il suo impegno culturale, con le sue pubblicazioni. Chi orchestra il grande reset compie ancora una volta l’opera di schiavizzazione dei piccoli produttori autonomi, che sono sempre stati la barriera alla Bestia dell’Apocalisse, che vuole deprivarli di autonomia e schiavizzarli in funzione del suo potere assoluto, un po’ come fece Stalin con i kulaki, che erano la spina dorsale dell’agricoltura russa. Come Stalin si serviva allora dell’ideologia pseudorivoluzionaria per sconfiggere Bukarin (“l’amico dei contadini”) per poter “statalizzare” tutti i lavoratori contadini, onde spremerne plusvalore con cui finanziare la politica di armamenti e industrializzazione forzata, funzionale agli scopi di regime, così la lobby multinazional-finaziaria odierna cerca di eliminare o ridurre ai minimi termini i lavoratori autonomi per spremerne plusavlore da investire nella politica di controllo mondiale-informatico che è enormemente costosa (oltre che enormemente inquinante). Allo stesso modo gli schiavisti romani sconfissero i Gracchi, che volevano favorire la piccola proprietà contadina, per aver modo di irreggimentare il popolo romano e farne uso a scopi imperialistici che favorivano, in realtà, non tutti i membri del popolo, ma solo la ristretta classe dominante. Questi grandi disegni (cui si potrebbero aggiungere quello degli Assiri, dei Babilonesi, dei Macedoni, dei Mongoli dell’orda d’oro, dei Fascisti della nuova Roma imperiale mussoliniana, dei nazisti del Reich millenario, ecc.), sono sempre implosi nella misura in cui a poco a poco le masse li hanno fatti fallire, prendendo consapevolezza dei loro aspetti distopici, travestiti sotto le mentite spoglie di progetti con cui rendere il mondo migliore. Il mondo migliore si ha se il singolo diventa persona, libero nella sua iniziativa, nel suo pensiero, nella sua partecipazione democratica consapevole e non se diventa individuo asservito, rotella alienata di un grande sistema Moloch alienante (come nel film “Metropolis”, che è il vero prototipo del Grande Reset), senza proprietà privata e senza libertà di pensiero: da “Metropolis” a “Matrix”.
    “La rassegnazione è il nostro peggior nemico … la maggioranza è vittima della narrazione mistificante … ma per fortuna l’informazione libera è in crescita …. Rispettiamo la nostra costituzione e rispettiamo la natura umana … “. (Ilaria Bifarini)

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