Il virus dell’austerity ha ucciso la nostra sanità

Il coronavirus ha fatto una prima e autorevole vittima: il mito del nostro servizio sanitario pubblico, da sempre considerato nostro fiore all’occhiello e tra i migliori al mondo, che in questi giorni sembra sgretolarsi. Secondo la ricerca dell’agenzia Bloomberg, che ha valutato la salute della popolazione in 169 Paesi membri dell’Organizzazione mondiale della sanità – sulla base di diversi fattori come la speranza di vita, l’accesso alle cure, i fattori comportamentali della popolazione e quelli ambientali- nel 2019 l’Italia si attesterebbe al

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Grecia: l’austerity che uccide

Di fronte alla possibilità di accedere al Mes per l’Italia, ricordiamo cosa è successo in Grecia e riflettiamo sulla relazione tra stato di salute dei cittadini e dell’economia di un Paese. Il vero pericolo per lo stato di salute di un Paese e dei suoi cittadini non è rappresentato tanto da una crisi economica ma dalla risposta che a tale evento dà la politica. Non è la recessione in sé a provocare effetti disastrosi sulle vite umane, ma le sciagurate politiche

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L’austerity accorcia la vita!

È evidente come tagliare la spesa pubblica mini il ruolo primario dello Stato di proteggere le fasce più deboli e svantaggiate dalle distorsioni del libero mercato. Durante un periodo di crisi, quale quello che da troppo tempo stiamo vivendo, la perdita di lavoro e lo stato di disoccupazione perenne non rappresentano solo problemi di ordine economico e sociale, ma si ripercuotono sullo stato di salute dei cittadini, che saranno costretti a rinunciare alle cure. Il grafico evidenzia il legame diretto

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Coronavirus e altre epidemie di un’economia iperglobalizzata

Ormai è psicosi coronavirus: media e giornali trasformati in bollettini di guerra, social network in cui gli utenti si trasformano in necrofili, virologi assurti a nuove pop star (per fortuna non tutti). I danni per l’economia italiana cominciano a farsi sentire violentemente: secondo la Confcommercio sono già stati bruciati in poche settimane 2 miliardi di euro di mancati consumi, con una perdita di 20 mila posti di lavoro. Sono le conseguenze di uno stato di panico diffuso tra la popolazione che può

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