Storia minima

Ci sono storie che nessuno scrittore vorrebbe raccontare. Sono le vite dei giovani di oggi, della società che per la prima volta nega un futuro e un presente alle nuove generazioni. Nulla a che vedere con tormenti romantici e lotte per il successo: sono vite senza trama, che scorrono senza un filo conduttore, stanche e incolori. Storie minime appunto, come quella del protagonista del romanzo di Matteo Fais, un giovane laureato che si appresta a vivere la sua esistenza vuota, con consapevole rassegnazione, senza nessuna forza né desiderio di combattere per conquistare il proprio futuro, nell’accettazione passiva che gli sia stato già negato.

Sullo sfondo grigio di un’esistenza sempre uguale, sospesa in un’apatia quasi rassicurante, viene raffigurata una generazione indifferente ai temi sociali, rassegnata alla inoccupazione, che si rispecchia nella ricerca  frenetica e sempre insoddisfatta del consumismo sessuale.

Un romanzo dei nostri tempi, che racconta i rapporti fragili ed evanescenti della società neoliberista. Con un cinismo a volte esasperato che accompagna tutto il libro. Da leggere.

 

1 commenti On Storia minima

  • Ciao Ilaria
    Molto interessante la tua preoccupazione per l’argomento trattato en forma letteraria, che, in un qualche modo si espleta su temi che mi hanno dato tanto da fare nei miei due libri pubblicati con YouCanPrint (editoria che vedo anche tu utilizzi). Come riuscirò ad avere un po’ di tempo riprenderò il tuo precedente articolo che trovo magnifico. Sono più meno a metà di un terso libro e comincio con una Seconda Parte dedicata all’alienazione, nella quale ho inserito una citazione presa dal tuo primo libro, sempre che tu mi autorizzi a farlo. Naturalmente indicando – come in tutti riferimenti che fascio – le rispettive fonti. Sono grandemente stimolato dalla lettura del tuo Neoliberismo e manipolazione di massa, che mi ha riportato ai tempi (lontani) della mia università, delle letture di Harold Laski, dei socialisti utopici, di Marx, ecc., ecc., che tenterò di scendere più a terra per qualche prossimo lavoro, cosi come tenterò di riattivare il mio sito.

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ILARIA BIFARINI