Ecco cosa sta per succedere all’Italia

La mia intervista al giornale OltreTv, di  sugli effetti economici dell’emergenza coronavirus.

ilaria bifarini

Quali sono i lavoratori che in Italia accuseranno di più la crisi economica che ci sta per investire? Chi ha più possibilità di salvarsi? Chi riuscirà a guadagnarci?

“Siamo di fronte a una crisi economica senza precedenti nella storia moderna. Credo che sia addirittura peggiore di una guerra, cui è stata paragonata. Durante i conflitti mondiali, infatti, esisteva comunque un’industria bellica a fare da traino. Oggi è fermo tutto, sia dal lato della produzione che della domanda. Resistono solo i consumi primari, quelli di generi alimentari.

A farne le spese per primi saranno le partite Iva, i lavoratori autonomi, i commercianti, i ristoratori, i liberi professionisti, le agenzie immobiliari, i centri di benessere, le palestre, gli albergatori e tutto il fiorente settore del turismo italiano col suo indotto.

Possiamo dire che gli unici a salvarsi, almeno per ora, saranno i dipendenti pubblici e i pensionati. A guadagnarci? Probabilmente i detentori del capitale, che a breve potranno fare shopping di quello che rimarrà del Paese a bassissimo prezzo, vista la inevitabile svalutazione sia degli immobili che degli asset produttivi e strategici”.

Quali misure alternative si sarebbero potute prendere per non bloccare il Paese?

“Sarebbe stato più opportuno adottare una strategia mirata e non replicare il cosiddetto modello Whuan. La Cina, infatti, ha applicato il blocco a una sola regione, seppur popolosa come l’Italia, e non all’intero del Paese come abbiamo fatto noi. La loro economia ha continuato a produrre e a muoversi, seppur a ritmi rallentati, mentre noi abbiamo paralizzato l’intero Paese.

Inoltre, visto il ritardo della Cina nel comunicare l’infezione, possiamo fidarci che sia stata davvero debellata da loro? Andavano fatti tamponi a tappeto, come in Korea, per individuare e isolare i contagiati. Inoltre, poiché i dati dell’ISS confermano che l’età media dei deceduti è di circa 80 anni e si tratta prevalentemente di persone con una o più patologie pregresse, per i ¾ di sesso maschile, occorreva effettuare una profilazione dei soggetti più a rischio e adottare misure specifiche per essi. Non si può fermare l’intero Paese, riservando ai bambini, che hanno un rischio pressoché nullo, le stesse restrizioni degli anziani, che anzi possono uscire a fare la spesa o per portare fuori il cane. Maggiore è l’esposizione al rischio, maggiori devono essere le restrizioni e anche le tutele. Sarebbe stato opportuno offrire alle persone più fragili al virus un servizio di consegna a domicilio di cibo e medicinali. Laddove necessario, mettere a disposizione degli alloggi per separare genitori e figli di età adulta, che possono contagiarsi all’interno dello stesso nucleo familiare. È illusorio e ingenuo credere che tra conviventi non avvenga il contagio. Le fasce più deboli hanno bisogno di maggiore protezione, questo è il compito dello Stato e non riservare lo stesso trattamento restrittivo a tutti”.

È possibile che i prezzi dei beni di prima necessità aumentino? C’è anche la possibilità che alcuni prodotti diventino introvabili?

“Per la legge della domanda e dell’offerta che regola il mercato sì. È chiaro che se blocchi tutte le attività produttive prima o poi potrebbe verificarsi una situazione del genere. Inoltre il panico che si è diffuso tra la popolazione spinge a comportamenti istintivi, che aumentano la domanda di alcuni beni per la paura di non trovarli in futuro”.

Se la situazione non si sblocca velocemente, che fine faranno, tra poco, tutte quelle famiglie che non possono contare sui risparmi? La miseria potrebbe fare più vittime del virus?

“Credo che sia stata innescata una bomba a orologeria. Secondo le stime la disoccupazione italiana, che era finalmente scesa sotto il 10%, arriverà al 20%. Io credo che potrebbe andare ben oltre, considerato che il solo turismo offre il 6% dell’occupazione totale nazionale. Molte aziende ed esercizi commerciali costretti a interrompere la loro attività non riapriranno più.

A pagarne le spese per primi saranno tutti quei lavoratori, per lo più giovani e precari, della ristorazione, del commercio e delle PMI. I primi a essere licenziati saranno loro, senza poter contare su risparmi messi da parte, dovranno tornare a vivere con i propri genitori, laddove ne abbiano la possibilità, non potendo più permettersi un affitto, un’abitazione autonoma.

Poi sarà la volta dei loro datori di lavoratori che, esauriti gli eventuali risparmi, senza un flusso di liquidità non potranno più sostenere i costi fissi e gli investimenti fatti per la loro attività. Insomma, sarà un effetto domino che travolgerà tutti”.

Mica rischiamo rivolte popolari?

Quando la povertà si diffonde a tutti gli strati sociali, la situazione diventa fuori controllo. Per il momento viene potenziata la presenza delle forze dell’ordine e addirittura è previsto l’esercito in strada. Ma siamo di fronte a una situazione inedita, imprevedibile”.

Quanto ci aiuteranno i 25 miliardi stanziati dal governo?

“Acqua fresca, purtroppo. Secondo una stima del centro di ricerche Cerved, se questa situazione dovesse protrarsi fino a maggio –ma ormai sembra un’ipotesi irrealistica- la perdita stimata per il nostro tessuto produttivo sarebbe di 275 miliardi di €, nel periodo 2020/2021. Nel caso in cui invece questa situazione di emergenza dovesse durare fino a dicembre la perdita totale ammonterebbe a 641 miliardi. Ma queste previsioni sono state fatte prima dell’ulteriore stretta delle restrizioni. D’altronde tutta l’economia è ferma, a parte il comparto alimentare, cosa dobbiamo aspettarci?”.

L’Italia tornerà a essere quella che è stata fino a un mese fa?

“Per un’economia già fragile come la nostra, con un Pil quasi immobile da anni, già vicina alla recessione, questo sarà il colpo di grazia. Abbiamo un debito pubblico già elevatissimo ed è possibile che vengano applicate le misure già sperimentate in Grecia dalla Troika.

Difficile trovare soluzioni per uscire fuori da questo disastro annunciato: una volta distrutta l’economia reale, il tessuto produttivo nazionale e quella rete di PMI che da sempre rappresenta il cuore pulsante nazionale, dell’Italia rimarrà ben poco. Anche il turismo, da sempre nostro settore trainante, faticherà molto a riprendersi, sia per il danno d’immagine che l’Italia ha subito più di altri, sia per un inevitabile e prolungato rallentamento dei viaggi a livello mondiale.

Come magra consolazione possiamo dire che neanche per il resto delle economie avanzate la situazione tornerà come prima, ma, sfortunatamente, saremo noi a pagare il prezzo più alto”.

(Pietro di Martino, OltreTv)

1 commenti On Ecco cosa sta per succedere all’Italia

  • Giuste considerazioni, ma
    Vorrei richiamare la sua attenzione ad un dispositivo che permette di bloccare il contagio. Pensiamo positivo per bloccare il contagio, occorre:
    1) mettere in sicurezza tutti i lavoratori, fornendo loro efficaci sistemi di difesa dal virus (individuali e portatili ). Con un casco dotato di filtri per l’aria ispirata ed espirata, ogni persona sta con la testa come in una bolla isolata. Vedete casco CPAP che permetta ad ogni persona di respirare aria filtrata e proteggere gli occhi.
    Con due filtri uno per l’aria inspirata e l’altro per l’aria espirata, così il virus che viene veicolato da goccioline e aerosol non entra e non esce.
    2) successivamente dispositivi di questo genere dovrebbero essere in dotazione obbligatoria ad ogni cittadino dello stato Italiano, ed il suo uso in futuro dovrebbe essere imposto per legge ogni qual volta vi sia il rischio di una pandemia.
    3)In caso di pandemia dovrebbe essere obbligatorio quando si viaggia in treno, in autobus, in auto con più persone, in aereo, in nave, quando si entra in un locale chiuso ove sono presenti più persone, per esempio ambiente di lavoro, nei negozi, locali pubblici, oppure in casa se vi è una persona infettata dal virus.
    https://scienze.fanpage.it/cosa-sono-i-caschi-respiratori-e-perche-salvano-i-pazienti-e-gli-ospedali-dal-coronavirus/ , un casco del genere si può improvvisare con una busta di plastica abbastanza grande da infilarci la testa, le modalità di realizzazione le potrei spiegare, ma nessuno da ascolto nonostante che io stia mandando e-mail a tutti. Siamo come un gregge di pecore impazzite, nessuna riflette. Scrivetemi che vi spiego come farlo da voi stessi, semplicemente. In tv passano canzoni ma non spiegano come difendersi efficacemente da questo contagio, eppure è sotto gli occhi di tutti. SVEGLIA

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