Thomas Sankara: l’eroe che pagò con la vita lo smascheramento del debito

Sono passati 36 anni da quando il presidente del Burkina Faso, ribattezzato il “Che Guevara africano”, venne ucciso, secondo la ricostruzione ufficiale dal suo ex collaboratore nonché successore Blaise Campaorè, verosimilmente appoggiato dai francesi e da altre forze internazionali. Thomas Sankara era divenuto un personaggio scomodo, troppo scomodo, per il piano egemonico mondiale messo in atto dai poteri finanziari internazionali attraverso lo strumento del debito. Il suo discorso  tenuto  presso l’OUA (Organizzazione per l’Unità Africana), di una forza e di una chiarezza straordinarie, è un appello a tutti i rappresentanti internazionali a considerare le cause e la reale natura del debito, che non è altro che una nuova e ancora più pervasiva forma di schiavitù, quella  finanziaria.

Con una lucidità e una lungimiranza degne di un vero rivoluzionario, Sankara anticipa quanto solo ora alcuni economisti hanno trovato il coraggio di proporre: annullare il debito per permettere alla popolazione di continuare a vivere – “loro, i finanziatori non moriranno se non ripagheremo il debito, mentre il nostro popolo sì”- e incentivare la produzione e l’economia nazionale anziché le importazioni, portando lui stesso l’esempio del proprio abito tipico prodotto dalla gente burkinese.

La platea è sconcertata ma applaude, la forza trascinatrice è quella di un rivoluzionario, la lungimiranza di un visionario. Solo due mesi e mezzo, il 15 ottobre 1987, all’età di 37 anni Sankara verrà assassinato.

“È possibile che a causa degli interessi che minaccio, a causa di quelli che certi ambienti chiamano il mio cattivo esempio, con l’aiuto di altri dirigenti pronti a vendersi la rivoluzione, potrei essere ammazzato da un momento all’altro. Ma i semi che abbiamo seminato in Burkina e nel mondo sono qui. Nessuno potrà mai estirparli. Germoglieranno e daranno frutti. Se mi ammazzano arriveranno migliaia di nuovi Sankara!” aveva affermato.

Purtroppo la sua profezia si è avverata solo a metà e i nuovi Sankara verranno uccisi sul nascere.

 

 

(approfondisci su I coloni dell’austerità. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa)

 

 

 

 

 

10 commenti On Thomas Sankara: l’eroe che pagò con la vita lo smascheramento del debito

  • Grande rivoluzionario purtroppo trucidato!

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  • questi pirati economici vinceranno molte battaglie (quasi tutte) ma perderanno la guerra finale, questo è certo al 100%

  • “Loro, i finanziatori non moriranno se non ripagheremo il debito, mentre il nostro popolo sì”. Parole di un sincero rivoluzionario. Solo i rivoluzionari di ogni tempo sanno dire le verità più importanti. Grazie sempre a Ilaria Bifarini per il suo voler condividere quanto scopre nel suo lavoro prezioso di ricerca.

  • Ci siamo ormai abituati all’idea che possiamo essere salvati solo dagli eroi. Del resto corriamo sempre a vedere i film della Marvel dove il cliché è la lotta del bene contro il male con lo scontato finale consolatorio. Ma non succede nella realtà dove le mafie prosperano e se chiamiamo aiuto non accorre Batman ma magari un politico eletto con i voti delle mafie . Ci hanno addormentato le coscienze attraverso tutte le fonti di comunicazione con il mantra di consumismo-crescita-debito dando in pasto il privato alla finanza più bieca. Altro è l’indebitamento degli stati che devono finanziare le infrastrutture ma per Italia commissariata ormai non è più possibile . Forse ci servirebbe un Essere superiore con tanto di miracoli, altro che Batman o Ironman

  • Complimenti ad Ilaria Bifarini che dalla Bocconi alla denuncia dell’orrenda realtà del neocolonialismo ha saputo compiere un bel salto guardando in faccia la realtà di questo mondo…un cammino di verità e anche di riscatto interiore perchè appunto “conoscere la verità ci rende liberi”… Parigi Riccardo

  • Non dobbiamo perdere speranza. I nuovi Sankarà stanno emergendo, dal Mali al Burkina al Gabon e tanti Paesi africani manifestamente proclamano di voler uscire dalla sudditanza alla Francia. Forse la storia ha le gambe corte e i risultati migliorativi si vedono solo dopo molto tempo, ma la verità ritorna sempre. Grazie dottoressa Bifarini. Ho conosciuto Sankarà grazie ai suoi libri e alle sue conferenze prima del covid. Stavolta i Paesi africani hanno dalla loro che le spalle non sono più scoperte. La Russia e la Cina, seppur vanno lì ad investire e a creare nuova dipendenza, non sono predatori come i vecchi Paesi colonialisti e favoriranno di certo e non deprimeranno lo sviluppo dell’Africa.

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