USA: il neoliberismo fa crescere l’élite

Ci sono grafici che valgono più di mille spiegazioni. Ecco cosa accade alla redistribuzione della ricchezza con la fine del Keynesismo (1973) e la definitiva affermazione delle politiche neoliberiste negli Usa, inaugurate a tutti gli effetti dell’amministrazione Reagan, icona del neoliberismo insieme alla “sorella” britannica Margaret Thatcher.   Il grafico mostra come, con l’applicazione del nuovo modello economico, che sostituisce completamente

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Il dumping di Marchionne

Nel giorno della scomparsa di Sergio Marchionne, vogliamo ricordarlo con le parole del sociologo torinese, venuto a mancare 3 anni fa, Luciano Gallino. Qui un estratto significativo di un suo articolo apparso su Repubblica il 23 luglio 2010, dal titolo “Il dumping di Marchionne“. Se questa sorta di grande balzo all’indietro è ciò che Marchionne intende per modernizzazione delle relazioni

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Il neoliberismo in un grafico

Esattamente dopo la caduta del keynesismo (1973) e l’affermarsi incontrastato del neoliberismo, si arresta la crescita del reddito del 99% della popolazione più povera e inizia l’inarrestabile crescita dell’1% più ricco. Fino ad arrivare al paradosso di oggi, per cui otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale.  È questa l’essenza del modello economico neoliberista, oggi applicato su

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Perché la disuguaglianza cresce

Ogni tanto, tra le varie notizie di propaganda che dipingono un paese irreale, in cui un aumento quasi impercettibile del Pil -peraltro stimato- e una diminuzione lievissima del tasso di disoccupazione attualmente alle stelle -perlopiù legata a fattori stagionali- vengono spacciati per crescita, trapela qualche dato reale sullo stato di salute del Paese. Uno di questi è quello divulgato ieri

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Come è nato il parametro del 3% del deficit

“Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un’ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa

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ILARIA BIFARINI