USA: il neoliberismo fa crescere l’élite

Ci sono grafici che valgono più di mille spiegazioni. Ecco cosa accade alla redistribuzione della ricchezza con la fine del Keynesismo (1973) e la definitiva affermazione delle politiche neoliberiste negli Usa, inaugurate a tutti gli effetti dell’amministrazione Reagan, icona del neoliberismo insieme alla “sorella” britannica Margaret Thatcher.   Il grafico mostra come, con l’applicazione del nuovo modello economico, che sostituisce completamente

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Il padre della propaganda: Edward Bernays.

L’individuo opera le sue scelte mosso da impulsi irrazionali e incontrollati. E’ compito di una minoranza di persone elette guidarlo “come un gregge di pecore va guidato”. Annoverato dall’autorevole rivista americana Life tra i 100 uomini più potenti del XX secolo, acclamato unanimemente come il creatore dell’ingegneria del consenso, Edward Louis Bernays è un nome poco familiare al pubblico europeo.

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Il grande inganno neoliberista

“Il neoliberismo si presenta come una scienza immanente, una teoria del tutto, con una forza carismatica propria di una religione, o meglio di una setta.”   Partiamo da un acronimo, MPS, ma non per parlare dello sciagurato ed ennesimo fallimento bancario, ma piuttosto del fenomeno complesso che lo ha generato. Mps è l’abbreviazione di Mont Pelerin Society, che prende il

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ILARIA BIFARINI